VENETAKITA

Prima sogno, poi passione, ora amore

Le Origini

Nonostante centinaia di scavi archeologici confermino la presenza cani tali e quali all’Akita (spesso sepolti col padrone), le sue origini più antiche sono ancora fonte di discussione. Le quattro principali teorie sono:

1)      La più diffusa sostiene che l’Akita derivi dall’incrocio del cane di media taglia giapponese MATAGI-KEN con il feroci cani di grossa taglia provenienti del nord, in particolare il KARAFUTO-KEN.

2)      Altra teoria sostiene che il sangue di cane giapponese nell’Akita sia presente in percentuale bassissima. Questo perché nell’epoca MEIJI (1868-1911) e TAISHO (1912-1925) il colore giallo sporco (tipico delle linee di sangue giapponese) era quasi assente.

3)      Una teoria, poco accreditata, attribuisce le origini dall’Akita al TOH-KEN dell’epoca TOKUGUWA (1603-1867). Il TOH-KEN aveva muso sottile e orecchie lunghe e pendenti.

4)      Ultima teoria vede invece l’Akita come derivante dall’incrocio di cani provenienti dal continente cinese (con le caratteristiche orecchie dritte e coda arricciata) con esemplari provenienti dal nord del giappone.

La Storia

La storia risale a circa 300 anni fa, quando cominciò a delinearsi l’ attuale figura. Fin da subito divennero i cani dei cacciatori di orso (usati in coppia, un maschio e una femmina), poi dei samurai e degli shogun.I nobili e i capi più illustri sceglievano un Akita come fedele compagno e, molto spesso, ne celebravano l'importanza attraverso trattamenti speciali e cerimonie in cui usavano guinzagli e collari d'oro. Ecco perché, da subito, diventammo simbolo di potenza, ricchezza e coraggio.  

Le sue origini sono antiche e nascono nella regione di Akita, situata nella parte

settentrionale dell'Isola di Honshu. Il suo nome significa Cane (inu) di Akita.

1603 Nella regione di Akita, gli Akita Matagi (cani di taglia media per la caccia all’orso) venivano usati come cani da combattimento (tipo spitz).

1868 gli Akita Matagi furono incrociati con i Tosa ed i Mastini. Conseguentemente la taglia di questa razza aumentò e le caratteristiche associate con il tipo spitz furono perse.

1908 Il combattimento dei cani fu proibito, tuttavia questa razza fu preservata e migliorata come razza giapponese di grande taglia.

1931 Nel Luglio del 1931 il governo giapponese proclamò l'Akita "Tesoro Naturale del Giappone" .

1939-1945 Durante la Seconda Guerra Mondiale era uso comune utilizzare i cani come fonte di pelliccia per l’abbigliamento militare. La polizia ordinò la cattura e la confisca di tutti i cani eccetto i pastori tedeschi che erano usati per scopi militari. Alcuni appassionati cercarono di contravvenire all’ordine incrociando i loro cani con i pastori tedeschi.

Quando la seconda guerra mondiale finì, gli Akita erano stati drasticamente ridotti di numero ed esistevano in tre distinti tipi:

1) Akita Matagi

2) Akita da combattimento

3) Akita da pastore

Questo creò una situazione molto confusa per la razza.

Dopo la guerra, durante il processo di restaurazione della razza pura, Kongo-go, un cane della linea Dewa, le cui caratteristiche mostravano l’influenza del Mastiff e del Pastore Tedesco, ebbe un periodo di breve ma enorme popolarità. Tuttavia sensibili e appassionati eruditi non approvavano questo tipo come vera e propria razza giapponese così si sforzarono di eliminare il sangue di razze estranee facendo incroci con gli Akita Matagi con lo scopo di ristabilire la razza pura originaria. Essi riuscirono così a stabilire la linea pura della razza di grande taglia conosciuta ai giorni nostri.

Uno dei primi Akita importati in Italia fu Genpei maru del Wasabi (in foto).  l’Akita, ormai scomparso, che gettò le basi all’allevamento di questa razza qui in Italia. Il mio Kiro discende dalla sua linea di sangue.