VENETAKITA

Prima sogno, poi passione, ora amore

Un Amore Silenzioso

Parlando dell’affettuosità dell’Akita, il termine che mi piace usare è “amore silenzioso”. Un Akita non manifesta mai con eccesso di leziosaggine la venerazione che nutre nei confronti del padrone e, nonostante sia pronto in ogni istante a dare la vita per lui, gli si rapporta con elegante formalità. Può sembrare ridicolo usare certi termini parlando di un cane, ma non dimentichiamo che per anni ha affiancato imperatori e nobili guerrieri come i samurai, divenendo erede del loro sangue freddo e della loro nobiltà d’animo. Siate sempre dolci con lui, perché il suo atteggiamento, il più delle volte apparentemente distaccato, nasconde in relatà un animo sensibile votato al proprio leader. 

Il Carattere

Da quando nel Luglio del 1931 questo cane è stato proclamato "Tesoro Naturale del Giappone", il termine più comunemente usato dai giapponesi per definire questa razza è "prodezza naturale". Per citare un detto nipponico: "In silenzio tranquillo come la foresta, in azione è come un lampo". Personalmente credo che gli aspetti principali per descriverne il carattere siano tre:

- Fedele e calmo (non abbaia praticamente mai, solo se necessario).

- Diffidente con gli estranei.

- Dignitoso ed elegante, ma impetuoso quando serve.

Si affeziona particolarmente al padrone, per il quale sviluppa una vera e propria venerazione. Crescendo sviluppa un atteggiamento di cauta diffidenza nei confronti degli estranei, trasformandosi in un ottimo guardiano. La sicurezza di sé gli dona quel mix di maestosità e grazia che caratterizzano questa razza. Basta osservarlo stare in piedi come se avesse le radici a terra, o sempre in atteggiamento imponente anche a riposo, per capire quanto detto.

 

E’ importante tenere presente che quanto detto è da considerarsi solo in riferimento a cani che abbiano raggiunto dai due ai tre anni di età, prima di quest’età non si può considerare l’Akita un cane completamente formato. Và precisato che ogni esemplare ha e sviluppa, oltre alle caratteristiche tipiche della razza, un proprio carattere in base alla propria indole ed educazione.

L'Obbedienza

Un discorso a parte merita l’aspetto dell’obbedienza. Per spiegarlo a chi non conosce la razza: un Akita non obbedisce…sceglie di obbedire! Non sarà mai il vostro schiavetto, ne tantomeno un cane robot che eseguirà i vostri ordini alla lettera, ma avrà una sua opinione, che in alcuni casi potrà non collimare con la vostra. Dovrete accettare di rapportarvi con lui come un condottiero con un soldato. Lasciate perdere esercizi stupidi e cretinate. Una dimostrazione di quest’aspetto del carattere dell’Akita si ha se si prova a lanciargli una pallina: lui la riporterà una volta, due volte, tre volte…ma poi riterrà stupido questo gioco e se ne andrà seccato. L’unico modo per farsi ascoltare dall’Akita è conquistarsi la sua fiducia e stima, fatto ciò vi seguirà anche in capo al mondo, ma deve riconoscervi come leader. L’Akita lo si conquista col cibo e con l’atteggiamento, la violenza (che reputo comunque eticamente sbagliata) produrrà solo effetti negativi. Fate brevi sedute della durata di non più di 5 minuti, se durano di più si scocciano. Non sgridatelo mai per nulla, l’Akita è molto permaloso, tende a piantare il muso. Vi renderete presto conto che, conquistata la sua fiducia, avrete al vostro fianco un compagno che non desidera altro che starvi vicino e compiacervi. L’approccio spesso errato nei confronti di questi cani (prenderli di punta, anziché conquistarsi la loro fiducia) ha dato adito a falsi miti circa la sua testardaggine (in foto). A riprova di quanto detto vi invito a guardare il video che ho girato nella sezione Videos di questo sito, nel quale insegno a mangiare a comando (uno degli esercizi più importanti) ad una cucciola di Akita di 2 mesi (la mia Taki).