VENETAKITA

Prima sogno, poi passione, ora amore

Schemi Mentali

La passione per gli Akita mi ha portato negli anni ad analizzare il comportamento dei lipoidi, perchè trattare il cane come un uomo è il più grosso errore che si possa commetere. I cani hanno un modo di ragionare diverso dal nostro, ma molto più semplice, ed una volta capito il loro schema mentale comunicare con loro si palesa molto più semplice di quanto sembri. Uno degli errori più comuni è dimostrare affetto rapportandosi con lui con "servilismo". Ancora una volta ragioniamo da "uomini" e non da lupi. A noi farebbe piacere essere trattati come dei re, non si può dire altrettanto del cane! Se vi fate percepire come subalterno, facendogli mancare un riferimento, assumerà lui stesso il ruolo di capobranco con conseguenti frustrazioni e nevrosi. Sentirà di dover provvedere al branco ma, inserito in un contesto che non è il suo, non saprà come farlo (procurare cibo, riparo e provvedere alle necessità del branco). Insisto sulla comprensione dello schema mentale perchè spesso, mettendoci erroneamente nei sui panni, gli facciamo più male che bene. L'amore è una condizione necessaria, ma talvolta non sufficiente.

Il Paradigma del Lupo

Sono sempre stato affascinato dalla gestione della società nel mondo dei lupi, realizzando che abbiamo molto da imparare da loro. Siamo portati a percepire il lupo come un animale selvaggio e violento, in realtà non è affatto così. Innanzitutto la posizione di capobranco è tutt'altro che ambita, siamo noi ad essere arrivisti ed individualisti, il lupo ragiona sempre e solo nell'interesse del branco. Contrariamente a noi il loro spirito è orientato al benessere della società (che per loro è rappresentato dal branco) e tutto il resto passa in secondo piano. Chi dimostra atteggiamenti "antisociali" (da qui il famoso lupo solitario) viene attaccato, il tutto per proteggere il branco. Gli stessi scontri di gerarchia all'interno del branco non avvengono per arrivismo, ma per testare chi è più forte e degno di ricoprire il ruolo di capobranco. Sfatiamo il mito del fatto che siano così cruenti: il combattimento si conclude con la resa! Lo sconfitto si rovescia pancia all'aria ed espone gola e parti vitali in segno di arrendevolezza (comportamento che si può trovare in cani meticci, che però l'uomo ha fatto sparire con la selezione da alcune specie usate per i combattimenti, in cui lo sconfitto doveva soccombere, nonostante non fosse nella natura del cane). La gerarchia e l'ordine nel mondo dei lupi sono quindi volti al benessere del gruppo e gli scontri limitati al necessario, l'uomo invece ha sempre ambito in maniera egoistica al potere ed il conflitto, cruento ed inutile (ancor oggi ci bombardiamo), è spesso più un fine che un mezzo. Se il lupo ragiona in termini di branco, è curioso (e triste) notare come invece l'essere umano riesca a provare sentimenti di aggregazione principalmente in contesti di avversione. Le persone propositive e che ragionano in termini di benessere sociale ci suonano "dissonanti", mentre se proviamo un comune disappunto, nei confronti di qualcosa o qualcuno, questo ci fà sentire più uniti.